Che cos'è l'INCI?

9 feb 2025

Avete mai guardato l’etichetta nei cosmetici? 


È la carta d’identità del cosmetico dove trovare tutte le informazioni, tra cui l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) ovvero la lista di ingredienti di cui si compone il cosmetico, messa in ordine decrescente di peso.


Al primo posto si trova l’ingrediente presente in quantità maggiore, fino ad arrivare agli ingredienti presenti in concentrazione minore; agli ultimi posti ci sono le sostanze presenti in una percentuale al di sotto del 1% messe in ordine sparso.

La presenza dell’INCI è stata resa obbligatoria in UE a partire dal 1997 e tutela i consumatori che quindi possono decidere più consapevolmente se acquistare un prodotto.

Leggendo la lista degli ingredienti infatti si può individuare la presenza di allergeni, sostanze irritanti, potenzialmente dannose per la salute, o anche solo non ecocompatibili.
Non meno importante è il fatto che un’azienda non può vantare la presenza di ingredienti miracolosi all’interno del cosmetico se poi in realtà non ci sono. 

ESEMPIO DI INCI
Citrus Aurantium Dulcis Flower Water, Prunus Amygdalus Dulcis, Oil, Heliantus Annuus Seed Oil, Glycerin, Cetearyl Olivate, Sorbitan Olivate, Lecithin, Cera Alba, Chamomilla Recutita Flower Extract, Calendula Officinalis Flower Extract, Pistacia Lentiscus Fruit Extract, Rosa Canina Fruit Extract, Xantham Gum, Citrus Aurantium Amara Flower Oil, Tocopheryl Acetate, Benzyl Alcohol, Dehydroacetic Acid, Potassium Sorbate, Sodium Benzoate, Limonene, Linalool.

NOTE IMPORTANTI
  • I derivati vegetali che non hanno subito trattamenti sono indicati con il loro nome botanico della pianta d’origine in latino;
  • I derivati vegetali che hanno invece subito un trattamento e le sostanze chimiche sintetiche sono indicati in inglese;
  • I coloranti sono indicati dalla sigla CI (color index) e da un numero identificativo di 5 cifre;
  • Gli ingredienti di origine biologica sono contraddistinti con un asterisco.

 

Leggere l'INCI

Un lungo elenco di nomi sconosciuti, scritti in caratteri microscopici, possono rendere l’INCI completamente indecifrabile per chi non è del settore.

Ma non temete perché molti siti e App vengono in nostro aiuto.

Alcuni danno la possibilità di inserire il nome dell’ingrediente nel motore di ricerca del sito, altri addirittura permettono di scannerizzare il bar-code del prodotto per capire se gli ingredienti usati sono eco-bio oppure no.


Attenzione però! Controllate bene la fonte delle informazioni che trovate e affidatevi solo a quanto riportato in siti ufficiali o “universalmente” riconosciuti come attendibili. Evitate quei blog e quei siti che danno giudizi a volte senza comprovata esperienza.

Va da sé che tutti i prodotti cosmetici legalmente distribuiti nel nostro paese sono sottoposti a specifiche e obbligatorie valutazioni di sicurezza, ma è ovvio che queste ultime non potranno garantire totalmente l’assenza di irritazioni e allergie, ogni pelle è unica e ha una reazione diversa.

Leggere l’INCI quindi ci permette di scegliere consapevolmente cosa comprare.

Fondamentale però è capire che questa scelta va al di là del puro e semplice benessere personale, perché i nostri comportamenti d’acquisto possono essere un plus per sostenere uno stile di vita più etico e sostenibile, cosa che credo essere di estrema importanza nei tempi attuali. 

Usare cosmetici fatti con ingredienti che provengono da oltreoceano certamente non va in questa direzione. Ovviamente è impossibile tracciare all’indietro ogni singolo ingrediente, ma vale davvero la pena usare uno scrub con “polvere di corteccia di Sequoia dell’Oregon”, piuttosto che uno fatto con “la polvere di corteccia di abete rosso del Trentino”?

Tornerò più dettagliatamente sul tema del Life Cycle Assessment (LCA) che merita una riflessione dedicata.